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Politica / News

Lettera aperta e dossier scientifico indirizzati alle istanze mediche e politiche

Immagine del redattore: Lyme Suisse
Lyme Suisse
2 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

7.12.2025



Oggi l’Associazione Lyme Svizzera indirizza una lettera aperta a oltre 180 istanze mediche e politiche svizzere, tra cui ricercatori, responsabili politici, consiglieri di Stato responsabili della sanità, medici cantonali, direttori di ospedali, primari di infettivologia, nonché alla Presidente della Confederazione e ai membri del Consiglio degli Stati.



L’aumento delle malattie trasmesse da vettori in Svizzera pone sfide mediche enormi per il sistema sanitario svizzero, in particolare nel riconoscimento della malattia di Lyme (Borrelia) e delle coinfezioni associate più frequenti, Babesia e Bartonella (le «3B»). Si osserva infatti un preoccupante divario tra le conoscenze scientifiche attuali, provenienti essenzialmente dalla ricerca nordamericana, e i mezzi diagnostici e terapeutici proposti in Svizzera, in gran parte obsoleti. Da quasi 30 anni questa situazione genera incertezze diagnostiche, una durata prolungata della malattia, invalidità, decessi e un onere importante per la nostra economia. Da troppo tempo il sistema sanitario sottovaluta l’importanza di questa epidemia silenziosa, con una prevalenza della malattia di Lyme stimata a oltre il 14% della popolazione. L’attuale immobilismo costringe migliaia di pazienti a vagare da un medico all’altro, nello sconforto psichico e nella perdita di autonomia, con conseguenze sociali ed economiche considerevoli.


Considerata la situazione attuale:


1. Chiediamo un aggiornamento urgente dei mezzi diagnostici per le infezioni da Borrelia, Babesia e Bartonella.


2. Chiediamo una revisione dei protocolli attuali e una riforma dell’insegnamento medico in questo ambito nelle università.


3. Questo approccio si basa sulla nostra banca dati “One Health” di oltre 400 pubblicazioni scientifiche, nonché sulle raccomandazioni di ricercatori internazionali.


4. Gli attuali test sierologici sono superati e poco affidabili, mentre le tecnologie di diagnosi diretta esistono già.


La scienza avanza rapidamente, ma la clinica non segue. È tempo che il sistema sanitario svizzero si assuma le proprie responsabilità, integri questi progressi scientifici e vi partecipi!

 
 
 

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