Interpellanza al Consiglio federale svizzero di Nicolas Walder

25.09.2025

Su iniziativa di Lyme Svizzera, il consigliere nazionale Nicolas Walder ha interpellato il Consiglio federale sulla malattia di Lyme cronica e sulle coinfezioni da Bartonella e Babesia. L’obiettivo: richiamare l’attenzione politica su una realtà ancora poco riconosciuta — non solo la cronicità di Borrelia, ma anche la persistenza delle infezioni da Babesia e Bartonella, anch’esse ancora mal diagnosticate e mal gestite. Fino al 35% dei pazienti continua a soffrire nonostante un trattamento antibiotico standard, con sintomi che possono essere gravemente invalidanti.
Testo depositato:
La malattia di Lyme, trasmessa dalle zecche, è ben conosciuta. Ma ciò che spesso si ignora è che può diventare cronica e fortemente invalidante. Si tratta di una questione di salute pubblica importante, considerato che studi recenti stimano che fino al 14% della popolazione potrebbe essere stato infettato dal batterio Borrelia.
Eppure, anche dopo un trattamento antibiotico classico, fino al 35% dei pazienti continua a soffrire di sintomi gravi e persistenti: stanchezza estrema, dolori diffusi, disturbi cognitivi. Questa sindrome, chiamata PTLDS (Post-Treatment Lyme Disease Syndrome), può comportare una perdita di qualità di vita superiore a quella di molti tumori. Una realtà poco conosciuta che spinge alcuni malati all’isolamento e alla precarietà. Si stima che il 10% di loro finisca per arrendersi, senza sostegno né soluzione medica.
La ricerca ha dimostrato che altre infezioni trasmesse dalle zecche, come Babesia e Bartonella, sono spesso associate a queste forme di Lyme cronica: si parla delle «3B». Purtroppo la diagnosi resta difficile, poiché i test disponibili in Svizzera sono spesso poco affidabili, con una sensibilità talvolta inferiore al 30%. Di fronte a questa situazione, è tempo di agire.
Si chiede al CF di rispondere alle seguenti domande:
Quale spazio occupano oggi le infezioni croniche da Borrelia, Babesia e Bartonella nella formazione continua dei medici in Svizzera?
Perché test diagnostici più sensibili, come i test FISH per Babesia e Bartonella (riconosciuti dal College of American Pathologists), non sono né proposti, né autorizzati da Swissmedic, né rimborsati dall’assicurazione di base (LAMal)?
Perché i test più performanti per Borrelia, come i Line Immunoblot del laboratorio IGeneX (sensibilità del 93%, approvati dalla FDA nel 2025), non sono disponibili in Svizzera?
La Confederazione potrebbe prendere in considerazione di incaricare l’UFSP, la Società svizzera di infettivologia e il Centro nazionale di riferimento per le malattie trasmesse dalle zecche di studiare le pubblicazioni scientifiche recenti e di avviare uno studio clinico sui trattamenti prolungati contro le 3B (in particolare con dapsone, macrolidi, rifamicine, primachina, tafenochina o atovaquone)?
È disposta a riconoscere le forme croniche delle 3B come malattie invalidanti che danno diritto a prestazioni AI?
Parere del Consiglio federale del 19.11.2025
Il Consiglio federale è consapevole che la borreliosi di Lyme e le sue forme croniche possono causare problemi di salute gravosi. Riconosce le preoccupazioni dei pazienti che soffrono di questi sintomi persistenti.
1. Per quanto riguarda il perfezionamento professionale dei medici, la legge sulle professioni mediche (LPMed; RS 811.11) stabilisce unicamente che le persone che esercitano una professione medica universitaria sotto la propria responsabilità professionale devono aver seguito un perfezionamento. Il contenuto di tali formazioni è di competenza delle società mediche specialistiche. Il Dipartimento federale dell’interno accredita i cicli di perfezionamento che portano a un titolo federale di perfezionamento ai sensi della LPMed. In qualità di organizzazione responsabile per la medicina umana, l’Istituto svizzero per la formazione medica garantisce che i cicli soddisfino i requisiti. Le società mediche specialistiche definiscono la struttura concreta dei programmi e si assicurano che la loro offerta formativa permetta agli specialisti di acquisire le competenze necessarie, ad esempio per quanto riguarda le malattie menzionate.
2. e 3. La commercializzazione di diagnostici in vitro in Svizzera non richiede un’autorizzazione da parte delle autorità. In questo ambito, il diritto svizzero sugli agenti terapeutici è equivalente al sistema di valutazione della conformità dell’Unione europea (UE). Apponendo la marcatura CE su un dispositivo medico o su un diagnostico in vitro destinato a rilevare una malattia infettiva, un fabbricante conferma che il suo prodotto soddisfa i requisiti essenziali in materia di sicurezza e prestazioni e ha superato con successo la procedura di valutazione della conformità di un organismo designato dalle autorità. La marcatura CE consente di immettere sul mercato dispositivi medici nell’UE e in Svizzera. L’assunzione dei costi delle analisi di laboratorio da parte dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie è disciplinata nell’elenco delle analisi, che costituisce l’allegato 3 dell’ordinanza sulle prestazioni (OPre; RS 832.112.31). Le nuove ammissioni, le modifiche o le soppressioni relative all’assunzione dei costi delle prestazioni seguono il principio della domanda. Le domande devono attestare che la nuova prestazione è efficace, appropriata ed economica, e l’efficacia deve essere dimostrata secondo metodi scientifici. Spetta a ciascun fabbricante decidere, in base a considerazioni economiche, se desidera commercializzare un diagnostico in vitro nell’UE e in Svizzera.
4. In Svizzera le raccomandazioni per la diagnosi e il trattamento sono di competenza delle società mediche specialistiche, in particolare della Società svizzera di infettivologia, che si basa sulle linee guida europee dell’ESCMID Study Group for Lyme Borreliosis. Da oltre dieci anni l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) riunisce un gruppo di esperti provenienti da diversi ambiti (infettivologia, immunologia, sanità pubblica, entomologia ecc.) e dalla società civile (Lega svizzera delle persone affette da malattie da zecche). Questo gruppo si riunisce due volte all’anno per uno scambio sulle zecche e sulle malattie che trasmettono. L’UFSP sostiene inoltre ricerche interdisciplinari sulle interazioni tra esseri umani, animali e ambiente, nonché sulle coinfezioni e sulle complicazioni legate ai trattamenti. Il Centro nazionale di riferimento per le malattie trasmesse dalle zecche garantisce inoltre la competenza diagnostica. Questi sforzi assicurano già un elevato livello di competenza tra medici e farmacisti in materia di prevenzione e presa in carico.
5. L’obbligo di prestazione dell’assicurazione invalidità (AI) non dipende dalla malattia in sé, ma dalle sue ripercussioni sull’attività lucrativa o sulle mansioni consuete della persona assicurata. Lo stesso vale per le malattie in questione. Se l’incapacità al guadagno sembra persistente o di lunga durata, l’AI esamina caso per caso le prestazioni possibili. Conformemente al principio «l’integrazione prima della rendita», l’AI si adopera, per quanto possibile e mediante provvedimenti d’integrazione, per mantenere le persone assicurate nel mercato del lavoro o reintegrarvele. Solo dopo aver esaurito tutte le possibilità si procede all’esame del diritto a una rendita.




Commenti